I coadiuvanti di filtrazione del vino sono sostanze che vengono utilizzate insieme ai filtri per il vino per aumentarne il poter filtrante. L’utilizzo dei coadiuvanti è particolarmente indicato quando il liquido da filtrare è molto diluito ed i filtri da soli non riescono a trattenere le particelle in sospensione.

I coadiuvanti vengono usati soprattutto con la tecnica dell’alluvionaggio continuo in cui vengono aggiunti continuamente e in modo controllato nel liquido da filtrare. Per evitare che le particelle più piccole diminuiscano le proprietà filtranti del filtro, viene utilizzato un prepannello a monte del filtro stesso in modo da eseguire una prima filtrazione del vino.

I vantaggi dei coadiuvanti di filtrazione

Il vantaggio fondamentale dei coadiuvanti di filtrazione è di ridurre il colmataggio, ossia quel fenomeno per cui le particelle solide in sospensione che durante la filtrazione si accumulano sulla superficie del filtro facendo diminuire col tempo le sue proprietà filtranti. Grazie ai coadiuvanti questo strato viene reso poroso mantenendo costanti le caratteristiche del filtro ed aiutano a rimuovere il deposito alla fine del processo.

Inoltre diventano essi stessi il materiale filtrante trattenendo le particelle solide a patto che abbiano particolari caratteristiche: inerzia chimica, rigidità, porosità elevata e granulometria uniforme.

Gli svantaggi dei coadiuvanti di filtrazione

I coadiuvanti di filtrazione hanno però alcuni svantaggi a cui prestare attenzione quando si utilizzano. Prima di tutto possono portare alcuni rischi alla salute umana soprattutto alle vie respiratorie se inalati accidentalmente durante le operazioni, e per questo motivo si utilizzano particolari accorgimenti per evitarne gli effetti negativi (ad esempio con un opportuno impianto di aspirazione).

Un altro problema da tenere conto è quello del loro smaltimento dopo l’utilizzo in quanto hanno un non piccolo impatto ambientale che ne determina un alto costo di smaltimento.

Le tipologie dei coadiuvanti di filtrazione

In commercio esistono vari tipi di coadiuvanti di filtrazione ognuno con le proprie caratteristiche particolari:

  • farina fossile,
  • perlite,
  • cellulosa,
  • gel di silice.
Farina fossile

Farina fossile

La farina fossile è il coadiuvante più utilizzato grazie alle sue numerose qualità filtranti e viene chiamata anche “sabbia di diatomee” in quanto è una roccia che deriva dai sedimenti fossili di particolari alghe della famiglia delle diatomee.

Tra i vantaggi della farina fossile abbiamo:

  • alto livello di chiarifica grazie alla perfetta distribuzione della granulometria,
  • ottima capacità di assorbimento della feccia,
  • formazione veloce del pannello filtrante,
  • economica.

Gli svantaggi della farina fossile sono:

  • un alto costo di smaltimento in quanto è considerato un rifiuto speciale che deve essere trattato in maniera particolare,
  • il rischio di rilasciare nel vino determinati metalli pesanti contenuti al suo interno e nocivi alla salute umana.
Perlite

Perlite

La perlite è invece una roccia vulcanica che ha la caratteristica di espandersi in volume fino a 20 volte quando viene portata a temperature elevate. Questo perché ha al suo interno delle gocce d’acqua che si vaporizzano ad alte temperature formando delle bolle all’interno della perlite. In genere la perlite viene utilizzata nei filtri rotativi o filtri pressa.

Avendo una densità molto bassa non è nociva alla salute ma, essendo molto volatile, potrebbe portare problemi respiratori. Altro problema è la cessione del ferro in essa contenuto al vino portando sapori poco gradevoli al palato.

La cellulosa è un derivato del legno tramite opportuni processi chimici. Viene utilizzata nei prepannelli per formare il primo strato e nei pannelli misti con coadiuvanti minerali.

Il gel di silice è un polimero capace di legarsi alle altre molecole proteiche che sono causa degli intorbidamenti nel vino e spesso viene usato insieme alla farina fossile. Ha il vantaggio di non provocare problemi alla salute.

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