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Mangimi da bucce d’uva

In questo articolo riportiamo gli studi effettuati in tutti il mondo sugli effetti positivi dell’utilizzo delle bucce d’uva nei mangimi per gli animali.

In particolare aggiungere una certa percentuale di bucce d’uva nei mangimi comporta:

  • diminuzione dell’uso di antibiotici per gli animali,
  • aumento del loro peso finale,
  • diminuzione delle emissioni di metano. 

Mangimi con bucce d’uva per ridurre l’uso di antibiotici

Uno dei problemi che ha sollevato l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è la nascita di germi resistenti agli antibiotici che sta creando il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Ossia molte malattie non sono più curabili perché nel nostro organismo ci sono batteri che resistono agli antibiotici.

Una delle cause di questa situazione è l’abuso di antibiotici in tutto il comparto degli allevamenti di animali da destinare al consumo umano (carne, uova, latte). Alcune stime affermano che il 70% degli antibiotici venduti dalle case farmaceutiche è utilizzato per gli animali.

È vero che l’utilizzo di antibiotici è necessario per non trasferire sulle persone le malattie degli animali, ma il loro utilizzo eccessivo sta diventando un problema serio. Se non si corre ai ripari, nei prossimi anni i batteri super resistenti aumenteranno e saranno un vero pericolo per la salute umana.

Inoltre i batteri super-resisteti non solo finiscono negli alimenti ma, attraverso gli escrementi degli animali, passano nel terreno e nell’acqua utilizzata per irrigare i campi. Quindi ce li ritroviamo anche nella frutta e nella verdura.

Utilizzo dei tannini per ridurre gli antibiotici negli allevamenti.

Recenti studi hanno evidenziato come i mangimi da bucce d’uva, grazie alla presenza di composti vegetali naturali come i tannini, e altri composti polifenolici, possono essere una alternativa all’uso di antibiotici nel reparto degli allevamenti.

I composti contenuti naturalmente nelle bucce d’uva sono anti-parassitari, anti-virali, antiossidanti, anti-infiammatori, ecc e tutte queste proprietà sono utili per allevare gli animali in maniera sana.

Altro elemento da non trascurare è la proprietà dei tannini, mescolati nel foraggio, di migliorare la digestione, diminuire i parassiti intestinali e la carica dei batteri patogeni.

I questo modo viene aumentata la capacità produttiva degli allevamenti.

(Fonte: Potential and challenges of tannins as an alternative to in-feed antibiotics for farm animal production – Chinese Association of Animal Science and Veterinary Medicine) – Leggi lo studio originale: Potential and challenges of tannins as an alternative to in-feed antibiotics for farm animal production

Mangimi da bucce d’uva per gli allevamenti di mucche

Una ricerca australiana ha dimostrato che aggiungendo vinaccia al mangime delle mucche  il latte è più abbondante, più salutare e le mucche inquinano meno.

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Dunque le bucce dell’uva fanno bene anche alle mucche.  Non solo fanno più latte (5%) ma lo fanno sei volte più ricco di acidi grassi insaturi, cioè di quei componenti che ci preservano contro l’artrite, il diabete e il cancro.

La scoperta arriva dal Dipartimento Agricoltura dello stato di Victoria in Australia dove un team di ricercatori guidati da Peter Moate ha misurato gli effetti dell’aggiunta di vinacce essiccate al mangime delle mucche. Hanno usato quello che rimane dopo la produzione del vino, cioè vinaccioli e bucce dell’uva, parti che vengono distillate per la produzione di grappa e che hanno un valore economico vicino allo 0.

L’uva diventa un po’ come il maiale di cui tradizionalmente non si butta via niente. Infatti, i residui della lavorazione del vino, una volta essiccati e aggiunti al mangime delle mucche fanno persino diminuire la loro emissione di metano. Le mucche emettono metano come effetto della flatulenza della ruminazione. Ebbene mangiando i resti della vinificazione le mucche emettono il 20% in meno di metano con ottimi benefici per l’ambiente visto che il metano è il più dannoso dei gas serra.

Questo è il risultato di cui il dottor Moate va più fiero perché i ruminanti, cioè mucche, pecore e capre emettono l’11% del gas serra e solo nello stato australiano di Victoria 115.000 tonnellate di metano all’anno.

Dunque è sicuro, l’uva produce grandi vini e persino ottimo latte.

(Fonte: Grape pomace in sheep and dairy cows feeding – JOURNAL of Horticulture, Forestry and Biotechnology) – Leggi l’articolo originale: Grape pomace in sheep and dairy cows feeding

Mangimi di bucce d’uva per aumentare il peso delle pecore

Uno studio che proviene dalla Tunisia ha dimostrato che aggiungere bucce d’uva essiccate nei mangimi (fino a un 20%) per le pecore comporta un aumento significativo del loro peso finale.

(Fonte: Use of Grape Pomace As A Substitute for Barley Grain In Diets of Wintering Ewe Lambs) –

Progetto Vis Maris: il mangime con la vinaccia fa bene ai pesci

Aumentano esponenzialmente gli studi che dimostrano gli effetti positivi di utilizzare i sottoprodotti della vinaccia come mangime per gli animali. In particolare è stato avviato il progetto “Vis Maris” (Forza del mare) tra la Farmalabor, un’azienda farmacologica pugliese, e l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

Il progetto, appoggiato fortemente dalla Comunità Europea, prevedeva di aggiungere al normale mangime utilizzato per i pesci gli estratti di uva, in particolare l’uva di Troia molto diffusa in Puglia.

Gli effetti positivi del mangime d’uva

farina bucce uva mangime pesciDopo accurate ricerche è stato evidenziato che gli estratti dell’uva hanno numerosi effetti positivi, in particolare:

  • pesci più sani e resistenti,
  • minore necessità di utilizzare antibiotici e vaccini per curare i pesci,
  • prodotto finale di maggiore qualità,
  • miglioramento della salute dell’uomo.

Questi effetti sono legati principalmente ai polifenoli contenuti nell’uva che passando ai pesci ne migliora la risposta immunitaria e agiscono come anti-infiammatori. In questo modo gli allevatori possono ridurre la quantità di antibiotici e medicinali da dare agli animali per tenere sotto controllo la loro salute. In pratica le sostanze protettive vengono assimilate dai pesci attraverso il mangime e non attraverso le medicine.

Anche il consumatore finale potrà trarre beneficio dai mangimi con gli estratti d’uva in quanto le carni più sane andranno proprio sulla sua tavola. Infatti i polifenoli rimangono all’interno della carne del pesce e passeranno direttamente all’uomo che ne potrà beneficiare degli effetti positivi alla salute.